Disabilità e Diritti

Da scaricare:
Convenzione internazionale sui diritti delle persone con disabilità
MANIFESTO RIDS (Rete Italiana Disabilità e Sviluppo)

Disabili e Sanità
Le persone con disabilità hanno diritto a:
• Assistenza sanitaria generica
• Assistenza riabilitativa
Con il termine di Riabilitazione si intendono tutti gli interventi specialistici e multidisciplinari che mirano al pieno o al massimo recupero possibile delle funzioni che una malattia ha interrotto o ridotto temporaneamente o definitivamente.
Ha lo scopo di potenziare le capacità residue della persona, di compensare le capacità perdute, di favorire l’integrazione sociale.
La riabilitazione comprende: fisiochinesiterapia, logopedia, terapia occupazionale, psicoterapia (sostegno psicologico all’individuo, alla famiglia, alla coppia), consulenze di tipo scolastico, lavorativo, culturale e sociale.

Gli interventi riabilitativi possono essere erogati da:
• ULSS
• Servizi privati convenzionati con il Sistema Sanitario Nazionale
• Privati non convenzionati
• Comune o cooperative (per consulenze scolastiche, sociali, lavorative)
Possono essere in forma ambulatoriale, domiciliare, semi-residenziale, residenziale.
Assistenza protesica
Ha lo scopo di ridurre la disabilità, di migliorare le capacità di autonomia, di mobilità, di comunicazione e di relazione.
Il Ministero della salute ha emanato un Nomenclatore Tariffario contenente l’elenco delle protesi (strumenti che sostituiscono parti del corpo) e degli ausili tecnici.
Il Nomenclatore attualmente in vigore è quello stabilito dal DM 332 del 27/8/1999, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del 27/9/1999 (“Regolamento recante norme per le prestazioni di assistenza protesica erogabili nell’ambito del servizio sanitario Nazionale: modalità d erogazione e tariffe”). Esso comprende 3 elenchi di dispositivi:
1. Elenco contenente i dispositivi che, per essere consegnati ad un determinato paziente, devono essere allestiti da un tecnico abilitato, su prescrizione di un medico specialista dipendente dal servizio sanitario Nazionale. Questi dispostivi vengono acquistati dalle persone interessate, rimanendo di loro proprietà, con un contributo dell’ASL nella misura economica prevista dal Nomenclatore.
2. Elenco dei dispositivi che non richiedono l’intervento di un tecnico abilitato; sono di proprietà della persona che li acquista con un contributo da pare del sistema sanitario Nazionale.
3. Elenco di apparecchi acquistati direttamente dalla ASL ed assegnati in uso.

Assistenza specialistica
I disabili hanno diritto ad esenzione del pagamento del ticket per eseguire visite medico-specialistiche, per l’acquisto di farmaci, per effettuare esami strumentali atti a monitorare la malattia.
Inoltre possono detrarre dall’Irpef il 19% delle spese sanitarie sostenute (la quota che eccede i 129,11 euro).
l concetto di lavoro si associa a quelli di creatività, produttività, autostima, realizzazione dei propri desideri e soddisfacimento dei propri bisogni. Inoltre il lavoro è fonte di rapporti sociali, di scambio e di confronto ed è forse il modo più evidente per combattere la discriminazione culturale e sociale.
Nonostante il fatto che molte persone DISABILI siano in grado di lavorare, un numero significativo di loro abbandona il lavoro prematuramente per diversi motivi: reale disabilità fisica, frettolosa decisione di un datore di lavoro disinformato, valutazione non realistica del proprio stato da parte della persona stessa.
Più di 2/3 delle persone COLPITE perde il lavoro nei primi 15 anni dalla diagnosi, con una maggiore incidenza nei primi 5 anni.

Fattori che influenzano negativamente l’attività lavorativa delle persone DISABILI in Italia
• Affaticamento
• Difficoltà di movimento
• Disturbi visivi
• Disturbi urinari
• Difficoltà incontrate nel raggiungere il luogo di lavoro
• Difficoltà di spostamento all’interno dei luoghi di lavoro
• Mancanza di informazione sui diritti del lavoratore disabile
• Mancanza di informazione sulla normativa in materia di disabilità e lavoro da parte dei datori di lavoro e delle aziende (ad esempio sgravi fiscali o sovvenzioni per gli adeguamenti dei luoghi di lavoro) [Legge Quadro n. 104 del 1992; Legge 68/1999]
• Scarsa conoscenza sui corsi di orientamento o di formazione
• Informazioni scarse o imprecise sulle caratteristiche della patologia e sui sintomi ad essa correlati
Fattori che influenzano positivamente l’attività lavorativa delle persone DISABILI in Italia
• Disponibilità del datore di lavoro ad effettuare cambiamenti
• Collaborazione da parte dei colleghi
• Sostegno alla famiglia
• Agevolazioni sul posto di lavoro
• Applicazione dell’orario flessibile
• Ottenimento dell’orario part-time
• Possibilità di accedere a corsi di formazione professionali
• Abbattimento delle barriere architettoniche
• Adattamento del luogo di lavoro
• Possibilità di usufruire di mezzi di trasporto
• Possibilità di utilizzare ausili
La riduzione dell’attività lavorativa, se non addirittura la perdita del lavoro stesso, costituisce, con le sue conseguenze (provvidenze economiche erogate dallo stato, mancato introito fiscale per lo Stato stesso, costi per le aziende), il fattore su cui agire per far sì che il costo della malattia si riduca drasticamente.
La perdita di produttività e il mancato guadagno costituiscono il 75% del costo totale della malattia.
Strumenti sociali e legislativi che permettano al malato di conservare il più a lungo possibile la propria attività lavorativa possono portare, oltre che ad una migliore qualità di vita del paziente, anche ad un sensibile risparmio economico, sia individuale che sociale.
In Italia, fin dagli anni ’60, sono state emanate normative per garantire il diritto al lavoro anche delle persone disabili.
• Una legge importante, anche se ormai superata, è la legge 482/68 “Disciplina generale delle assunzioni obbligatorie presso le pubbliche Amministrazioni e le aziende private”, nota anche come “legge sul collocamento obbligatorio”, la quale obbligava gli Enti pubblici e alcune aziende private ad assumere persone con invalidità. Un grosso limite di take legge è che non si è preoccupata di garantire la qualità dell’inserimento lavorativo attraverso la valorizzazione delle competenze delle abilità residue del disabile, per il quale il lavoro diveniva spesso, anziché un’occasione di realizzazione, un momento di frustrazione e di scarsa gratificazione.
• Altra legge importante è la Legge 381/91 sulla “Disciplina delle cooperative sociali”, che ha cercato di valorizzare ed incoraggiare la costituzione delle cooperative di tipo B (di produzione e lavoro) finalizzate a creare contesti adatti per l’inserimento lavorativo dei disabili.
• Le Legge quadro sull’handicap, Legge 104/92, ha sancito il principio di valutare il soggetto rispetto alla concrete capacità lavorative – relazionali.
• La Legge 68/99 “Norme per il diritto al lavoro per i disabili” prevede un collocamento mirato delle persone con handicap; per questo dei Comitati tecnici devono:
o Valutare le reali capacità del lavoratore disabile
o Valutare le caratteristiche dei posti disponibili
o Individuare percorsi formativi d’inserimento

Servizi per l’impiego e comitati tecnici
La Legge 68/99 prevede l’istituzione a livello regionale e provinciale di servizi per l’inserimento lavorativo dei lavoratori disabili, che provvedono, in raccordo con i servizi sociali, sanitari, educativi e formativi del territorio, alla programmazione, alla attuazione, alla verifica degli interventi volti a favorire l’inserimento lavorativo dei soggetti beneficiari di tale legge.
I servizi per l’impiego provinciali si avvalgono di un Ufficio provinciale per l’inserimento lavorativo, a cui fanno riferimento specifici comitati tecnici.
I comitati tecnici, composti da funzionari ed esperti del settore sociale e medico-legale, coadiuvati da una commissione tripartita della quale fanno parte sindacati e associazioni di persone disabili, devono definire un programma individualizzato per ogni personal iscritta alle liste di collocamento provinciale. Il comitato tecnico:
• Valuta le capacità e potenzialità lavorative dei lavoratori disabili
• Definisce gli strumenti atti all’inserimento lavorativo e al collocamento mirato
• Predispone un piano di tutoraggio all’inserimento lavorativo
• Orienta i lavoratori disabili verso formazioni o aggiornamenti professionali
• Orienta i datori di lavoro delle metodologie per l’inserimento lavorativo dei disabili
• Predispone i controlli sui luoghi di lavoro per valutare l’andamento dell’inserimento lavorativo
• Collabora alla stesura dei programmi di formazione e di riqualificazione professionale.
La legge 68/99 precisa inoltre chi sono:
• Gli aventi diritto, cioè i beneficiari del collocamento mirato:
o Disabili in età lavorativa con invalidità superiore al 45%
o Invalidi del lavoro con invalidità superiore al 33%
o Invalidi di guerra o per servizio
o Persone non vedenti, sordi o muti
• Soggetti obbligati ad assumere persone con disabilità
o Enti pubblici
o Partiti politici
o Organizzazioni sindacali
o Organizzazioni senza scopo di lucro
o Aziende/enti privati
Aziende con più di 50 lavoratori → 7% di disabili rispetto al totale dei lavoratori
Aziende con 35-50 lavoratori → 2 persone disabili
Aziende con 15-35 lavoratori → 1 persona disabile
Non possono essere conteggiati tra i lavoratori disabili assunti ai sensi della Legge gli invalidi interni, ovvero personale divenute invalide dopo l’assunzione, se hanno subito una riduzione della capacità lavorativa inferiore al 60%.

Agevolazioni per i datori di lavoro
Tipo ed entità dell’agevolazione Destinatari delle agevolazioni Requisiti dei lavoratori disabili
Contributo all’assunzione nella misura non superiore al 60% del costo salariale (l’ammontare lordo del contributo all’assunzione deve essere calcolato sul totale del costo salariale annuo da corrispondere al lavoratore) Datori di lavoro che hanno assunto attraverso le convenzioni ai sensi dell’art.11, legge 68/99 con rapporto di lavoro a tempo indeterminato
Datori di lavoro privati che, pur non essendo soggetti agli obblighi della presente legge, hanno proceduto all’assunzione a tempo indeterminato di lavoratori disabili. Lavoratori con invalidità superiore al 79%
Lavoratori con handicap intellettivo e psichico indipendentemente dal grado di invalidità
Contributo all’assunzione nella misura non superiore al 25% del costo salariale (l’ammontare lordo del contributo all’assunzione deve essere calcolato sul totale del costo salariale annuo da corrispondere al lavoratore) Datori di lavoro che hanno assunto attraverso le convenzioni ai sensi dell’art. 11, legge 68/99 con rapporto di lavoro a tempo indeterminato
Datori di lavoro privati che, pur non essendo soggetti agli obblighi della presente legge, hanno proceduto all’assunzione a tempo indeterminato di lavoratori disabili. Lavoratori con invalidità compresa tra il 67% e il 79%
Rimborso forfetario delle spese per:
– trasformazione del posto di lavoro
– apprestamento di tecnologie di telelavoro
– rimozione delle barriere architettoniche Datori di lavoro privati che hanno assunto attraverso le convenzioni ai sensi dell’art. 11, legge 68/99 con rapporto di lavoro a tempo indeterminato
Datori di lavoro privati che, pur non essendo soggetti agli obblighi della presente legge, hanno proceduto all’assunzione a tempo indeterminato di lavoratori disabili. Lavoratori con invalidità superiore al 50%

Agevolazioni per i lavoratori disabili
• Possibilità di scegliere la sede di lavoro più vicina al proprio domicilio e di non essere trasferiti in altra sede senza il proprio consenso; questa agevolazione è valida anche per il parente del disabile con handicap grave (Legge 104/92, art. 33 comma 5°)
• Tre giorni di permesso retribuito al mese o due ore al giorno
• Congedo indennizzato non superiore a due anni nell’arco della vita lavorativa per i genitori o, dopo la loro scomparsa, per le sorelle o i fratelli o per il coniuge conviventi con il portatore di handicap grave
• Esonero dal lavoro notturno del lavoratore che abbia a proprio carico un soggetto disabile

Telelavoro
La Legge 68/99 (art. 4 comma 3) annovera tra le tipologie contrattuali anche il telelavoro, definito come “una modalità lavorativa il cui espletamento avviene con l’ausilio di strumenti anche telematici, prevalentemente al di fuori dei locali lavorativi”.
Il lavoratore si avvale di una postazione di lavoro, composta da computer, telefono, modem, installata presso il proprio domicilio o in un locale di cui abbia disponibilità.
Vantaggi:
• Maggior autonomia e responsabilità
• Minori vincoli di orario
• Aumento del tempo libero
• Risparmio sui tempi e sui costi di trasporto
• Possibilità per gli imprenditori di decentrare le attività e di risparmiare sulle spese generali per l’ufficio e sulle spese di trasporto
La Legge 30/2003 (L. Biagi) prevede una flessibilità e un lavoro a termine anche per i disabili.
L’articolo 14 del decreto di attuazione 273/03 prevede che siano le cooperative sociali di tipo B ad assumere direttamente la persona disabile, in seguito ad una commessa ricevuta in appalto da una impresa, a tempo determinato, con un periodo di sperimentazione di un anno, al termine del quale il lavoratore può essere riconfermato, ma anche ritornare disoccupato. Questa legge trasferisce di fatto l’obbligo di assunzione, previsto dalla legge 68, dalle imprese alla cooperative sociali.

Disabili ed Istruzione
La Costituzione italiana sancisce il diritto allo studio per tutti i cittadini, compresi quelli più svantaggiati.
Per quanto riguarda la scuola dell’obbligo si è passati dalle scuole speciali per i ragazzi con handicap al loro inserimento nelle scuole aperte a tutti mediante interventi di sostegno sia agli studenti che al personale docente.
L’insegnante di sostegno viene assegnato dal Provveditorato agli Studi alla classe in cui è inserito un alunno disabile (un insegnante ogni 4 alunni disabili), collabora con gli insegnanti nelle attività educative e didattiche, lavora per l’autonomia dell’alunno, stimola la comunicazione personale, accompagna e assiste l’alunno negli spostamenti interni o fuori sede; nella scuola dell’obbligo partecipa alla valutazione di tutta la classe in cui opera; nella scuola media superiore valuta solo l’alunno o gli alunni disabili cui è stato assegnato.
La Legge 104/92 sancisce che in ogni contesto scolastico, dall’asilo fino all’università, devono essere garantite pari opportunità di inserimento, nonché facilitazioni relative agli ambienti, ai programmi, alle forme di valutazione.
La Legge 17/99 stabilisce che agli studenti universitari con handicap siano forniti sussidi tecnici e didattici e il supporto di un tutor, una sorta di “insegnante di sostegno”, che deve interagire con i docenti e gli uffici per risolvere problemi operativi e di organizzazione degli studi.
Gli studenti universitari con un’invalidità superiore o uguale al 66% sono esonerati dal pagamento della tassa di iscrizione e dei contributi universitari.
Nonostante queste leggi, sono frequenti le segnalazioni di persone che non possono accedere ai diversi percorsi formativi, soprattutto universitari, a causa di svariati tipi di barriere, da quelle fisiche a quelle culturali.
All’interno degli atenei, oltre ad ostacoli di natura architettonica (scale, pavimentazione irregolare, scarsa accessibilità dei servizi igienici….), vi è una scarsa attenzione verso la disabilità da parte del personale docente e degli studenti e una difficoltà ad usufruire del servizio di tutoraggio previsto dalla Legge m. 17 del 28/1/99.


Disabili e Barriere Architettoniche

Un problema, non solo per i disabili, ma anche per i bambini, gli anziani, i cardiopatici è rappresentato dalle barriere architettoniche. Con questo termine si intendono tutti gli ostacoli, soprattutto edilizi (scale, ascensori, marciapiedi) che non permettono la completa mobilità delle persone con difficoltà motorie.
Esistono vari tipi di barriere:
• Barriere urbane: attraversamenti pedonali, sottopassaggi, scalinate
• Barriere di localizzazione: ostacoli costituiti dall’ubicazione dell’abitazione, delle sede di lavoro o di studio, che costringono a compiere a compiere a piedi lunghi percorsi
• Barriere percettive: ostacoli che rendono scarsamente o del tutto irriconoscibile la localizzazione degli edifici pubblici.
La prima legge che ha affrontato il problema delle barriere architettoniche è stata la Legge 118/71, che ha previsto l’eliminazione delle barriere architettoniche negli edifici pubblici o aperti al pubblico.
La Legge 13/89 affronta il problema delle barriere architettoniche negli edifici privati.
• Accessibilità: possibilità anche per le persone disabili di raggiungere e di entrare nell’edificio.
• Visibilità: possibilità per il disabile di accedere gli spazi di relazione e ad almeno un servizio igienico.
• Adattabilità: possibilità di modificare nel tempo l’edificio così da renderlo fruibile anchea persone disabili.
Tale Legge inoltre prevede la concessione di contributi al disabile che intende eliminare dalla propria abitazione e da spazi condominiali barriere architettoniche o impedimenti strutturali.
La Legge 104/92 stabilisce il diritto del disabile grave alla detrazione Irpef del 36% delle spese sostenute per l’eliminazione delle barriere architettoniche esterne o interne all’abitazione.
Disabilità e Diritti – Disabili e Trasporti
Trasporti Privati
Agevolazioni nel settore auto per soggetti con handicap grave:
• IVA al 4% sull’acquisto di autovetture nuove o usate con cilindrata fino a 2000 cc per i motori a benzina e fino a 2800 cc per i motori diesel. Le agevolazioni nel settore auto possono essere riferite, oltre che agli autoveicoli, anche a motocarrozzette, autoveicoli o motoveicoli per uso promiscuo, autocaravan (solo per la detrazione Irpef del 19%). L’agevolazione IVA vale una sola volta nel periodo di 4 anni.
• Detrazione Irpef del 19% delle spese di acquisto; tale detrazione compete una sola volta nel corso di un quadriennio e nei limiti di un importo di 18075,99 euro.
• Detrazione del 19% per le spese di riparazione dei mezzi (una volta ogni 4 anni). Nono rientrano le spese per l’ordinaria manutenzione (es. tagliandi) e i costi di esercizio del mezzo, quali le assicurazioni, gli oli. Se la persona disabile è titolare di reddito superiore a 2840,51 euro il documento di spesa deve essere a lui intestato; se è fiscalmente a carico il documento di spesa può essere indistintamente intestato alla persona disabile o al familiare di cui egli risulti a carico
• Esenzione dal pagamento del bollo, sia se l’auto è intestata allo stesso disabile, sia a un familiare di cui egli sia fiscalmente a carico. Se il disabile ha più veicoli, l’esenzione spetta per un solo veicolo che potrà essere scelto dal disabile. L’ufficio competente ai fini dell’istruttoria di nuove pratiche di esenzione dal bollo auto a cui il disabile deve rivolgersi e l’Ufficio Tributi dell’ente Regionale o, nelle Regioni in cui tali uffici non sono stati costituiti, l’Ufficio delle Entrate e la Sezione staccata della Direzione regionale delle Entrate. L’esenzione dal pagamento del bollo auto, una volta riconosciuta per il primo anno, prosegue anche per gli anni successivi, senza che il disabile sia tenuto a rifare l’istanza e a inviare nuovamente la documentazione
• Esenzione delle imposte di trascrizione sui passaggi di proprietà, anche in caso di intestazione a favore del familiare di cui il disabile sia fiscalmente a carico
• Accesso e soste in zone vietate al traffico regolare
• Posti riservati nelle aree di parcheggio pubblico
• Per poter godere di queste ultime due agevolazioni occorre un’autorizzazione del sindaco del Comune di residenza e lo speciale contrassegno da esporre sulla parte anteriore dell’autovettura
Patente speciale: documento di guida che attesa l’idoneità della persona disabile a condurre un’autovettura modificata secondo le proprie esigenze. Gli adattamenti, che debbono sempre risultare dalla carta di circolazione, possono riguardare sia i comandi di guida, sia la carrozzeria o la sistemazione interna del veicolo (pedana sollevatrice, scivolo a scomparsa, sedile scorrevole-girevole, sistema di ancoraggio della carrozzina, sportello scorrevole). Compete poi alla Motorizzazione civile controllare e verificare la corrispondenza delle modifiche.
Le prestazioni rese dalle officine per adattare i veicoli godono di un’IVA agevolata al 4%.
Sono possibili contributi pari al 20% della spesa sostenuta per la modifica degli strumenti di guida (L. 104/92). Sono esclusi dal contributo gli adattamenti interni e della carrozzeria. La richiesta di contributo va presentata all’Azienda Sanitaria Locale di residenza, esibendo copia della patente speciale e copia della fattura relativa alla spesa sostenuta.
Trasporti pubblici
La Legge 104/92 ha previsto l’adattamento dei mezzi di trasporto pubblici per accogliere persone con disabilità, che non hanno, però. Particolari agevolazioni tariffarie.
L’unica agevolazione prevista da Trenitalia consiste nell’acquisto da parte di un soggetto con invalidità del 100% e con indennità di accompagnamento di un biglietto valido per due persone.

Disabili e Mobilità
I seguenti ausili per la mobilità sono a totale carico del Servizio Sanitario Nazionale, previa prescrizione di un medico specialista del SSN.
• Carrozzine: a telaio pieghevole, a telaio rigido, elettroniche, scooter
• Montascale: cingolato, a ruote
• Sollevatori
Altre agevolazioni favorenti la mobilità
Detrazione dall’Irpef del 19% delle spese sostenute per:
• Trasporto in ambulanza dei disabili
• Acquisto di arti artificiali per la deambulazione
• Acquisto di poltrone per inabili non deambulanti
• Costruzione di rampe per l’eliminazione di barriere architettoniche esterne ed interne alle abitazioni
• Trasformazione dell’ascensore per adattarlo al contenimento della carrozzella
• Acquisto del cane guida per i non vedenti (detrazione una sola volta in un periodo di 4 anni, salvo i casi di perdita dell’animale)
Disabili e Tecnologia
I sussidi tecnologici, quali il PC, il telefono cellulare, l’utilizzo di internet, ci permettono di rimanere in contatto con gli altri, di incrementare le nostre conoscenze, di lavorare, di divertirci.
Tali mezzi sono di fondamentale importanza per le persone con handicap, in quanto permettono di aumentarne l’autonomia e l’integrazione sociale.
La Legge 104/92 consente ai disabili gravi l’acquisto di tali ausili a condizioni agevolate:
• IVA al 4% (anziché al 21%) per l’acquisto
• Detrazione dall’Irpef del 19% della spesa sostenuta
Per ottenere tali agevolazioni è necessario presentare, al momento dell’acquisto, una prescrizione del medico specialista dell’ASL dalla quale risulti che l’ausilio tecnico-informatico è rivolto a facilitare, in un soggetto con menomazioni di natura motoria, visiva, uditiva o del linguaggio:
• La comunicazione interpersonale
• L’elaborazione scritta o grafica
• Il controllo dell’ambiente
• L’accesso all’informazione e alla cultura
Se l’acquirente disabile risulta fiscalmente a carico di un familiare è possibile che questo ultimo usufruisca di tali agevolazioni.

Telefonia fissa e cellulare
Il telefono cellulare può usufruire dei benefici fiscali previsti per i sussidi tecnici o informatici. Si ha diritto all’IVA agevolata al 4% e alla detrazione Irpef se si può dimostrare il collegamento funzionale tra il prodotto e il tipo di disabilità, attraverso un certificato del medico dell’ASL di competenza, nel quale si ravvisi tale legame.
E’ possibile inoltre l’esenzione dal pagamento della relativa tassa governativa, che ammonta a 5,16 euro per le utenze familiari e a 12,91 euro per i contratti “affari” (professionali). Alla fruizione di tale beneficio sono ammessi i soli disabili con perdita anatomica o funzionale di entrambi gli arti inferiori e i non vedenti.

Disabili e Cittadinanza
In Italia il diritto di voto dei cittadini disabili è garantito dalle disposizioni della Legge 15/91 (“Norme intese a favorire la votazione degli elettori non deambulanti”) e della Legge 104/92 (“Legge Quadro sull’handicap”), le quali assicurano le condizioni di accesso ai seggi, ingiungendo agli Enti di attrezzare opportunamente i luoghi di voto; inoltre, dove necessario, viene garantita la presenza di accompagnatori gratuiti, che possono accompagnare la persona disabile in cabina e assisterla nelle operazioni di voto.
Per i disabili non deambulanti vi è la possibilità di voto a domicilio (seggi volanti) o di fruire di servizi di trasporto gratuito organizzati dai Comuni.

Tabella Riassuntiva Agevolazioni
Questa tabella è un quadro riassuntivo delle agevolazioni.
A – Disabile in senso generale
B – Portatori di handicap grave, non vedenti, sordomuti, portatori di handicap psichico o mentale
C – Disabile con ridotte o impedite capacità motorie
D – Qualsiasi contribuente
Soggetti IVA 4% Detrazione 19% Detrazione Fissa Deduzione
Acquisto di auto o motoveicolo, nuovo o usato B, C Si Si No No
Prestazioni di servizio rese da officine per l’adattamento dei veicoli, anche usati, alla minorazione del disabile e acquisto di accessori e strumenti per le relative prestazioni di adattamento C Si Si No No
Spese per riparazioni eccedenti l’ordinaria manutenzione B, C No Si No No
Spese per i mezzi necessari per l’accompagnamento, la deambulazione, il sollevamento A Si Si No No
Acquisto di sussidi tecnici e informatici (ad esempio: computer, fax, modem o altro sussidio telematico) A Si (1) Si No No
Spese mediche generiche e di assistenza specifica necessarie nei casi di grave e permanente invalidità o menomazione A No No No Si
Spese mediche a seguito di ricovero di persona anziana in istituti di assistenza e ricovero D No Per l’importo che eccede €129,11 No No
Acquisto o affitto di protesi sanitarie ovvero di attrezzature sanitarie D Si (per i soggetti A) Per l’importo che eccede €129,11 No No
Prestazioni chirurgiche; analisi, indagini radioscopiche, ricerche e applicazioni, prestazioni specialistiche; prestazioni rese da un medico generico; acquisto di medicinali; degenze o ricoveri collegati a operazioni chirurgiche; trapianto di organi D No Per l’importo che eccede €129,11 No No
Spese sostenute per i servizi di interpretariato dai soggetti riconosciuti sordomuti, ai sensi della Legge 26 maggio 1970 n. 381 B No Si No No
Contributi obbligatori previdenziali versati per gli addetti ai servizi domestici e all’assistenza personale e familiare (fino a 1.549,37 euro) D No No No Si
Spese sostenute per l’acquisto del cane guida (*) No Si No No
Spese di mantenimento per il cane guida (*) No No €516,64 No
(1) Se la menomazione permanente è di natura motoria, visiva, uditiva o di linguaggio
(*) L’agevolazione spetta solo ai non vedenti
Convenzioni di inserimento lavorativo temporaneo con finalità formative

Le novità introdotte dalla legge n. 247 del 2007

La legge 24 dicembre 2007, n. 247 sul Protocollo Welfare ha modificato l’art. 12 della legge 68/99 che prevedeva convenzioni per l’inserimento temporaneo del lavoratore presso una cooperativa sociale oppure presso un libero professionista disabile.

Il nuovo articolo 12 dispone l’ampliamento della platea dei soggetti ospitanti, comprendendovi anche le imprese sociali di cui al decreto legislativo 155/2006, nonché i datori di lavoro privati non soggetti agli obblighi di assunzione di cui alla legge 68/1999.

Il lavoratore disabile può essere inserito temporaneamente a fini formativi presso le strutture ospitanti che si faranno carico degli oneri retributivi, previdenziali e assistenziali mentre il lavoratore disabile sarà contestualmente assunto da parte del datore di lavoro.

Che cosa sono le convenzioni di inserimento lavorativo temporaneo con finalità formative.

Gli uffici per l’Impiego possono stipulare con i datori di lavoro privati soggetti all’obbligo, le cooperative sociali di tipo b, le imprese sociali, i disabili liberi professionisti, anche se operanti con ditta individuale, i datori di lavoro privati non soggetti all’obbligo di assunzione, apposite convenzioni finalizzate all’inserimento temporaneo dei disabili presso i soggetti ospitanti, ai quali i datori di lavoro si impegnano ad affidare commesse di lavoro.

Tali convenzioni, non sono ripetibili per lo stesso soggetto, salvo diversa valutazione del comitato tecnico e possono riguardare:
– un lavoratore disabile, se il datore di lavoro occupa meno di 50 dipendenti;
– il 30 per cento dei lavoratori disabili da assumere se il datore di lavoro occupa più di 50 dipendenti.

Requisiti per la stipula della convenzione

a) contestuale assunzione a tempo indeterminato del disabile da parte del datore di lavoro;
b) computabilità ai fini dell’adempimento dell’obbligo;
c) impiego del disabile presso i soggetti ospitanti con oneri retributivi, previdenziali e assistenziali a carico di questi ultimi, per tutta la durata della convenzione, che non può eccedere i dodici mesi, prorogabili di ulteriori dodici mesi da parte degli uffici competenti;
d) indicazione nella convenzione dei seguenti elementi:
1) l’ammontare delle commesse che il datore di lavoro si impegna ad affidare ai soggetti ospitanti; tale ammontare non deve essere inferiore a quello che consente ai soggetti ospitanti di applicare la parte normativa e retributiva dei contratti collettivi nazionali di lavoro, ivi compresi gli oneri previdenziali e assistenziali, e di svolgere le funzioni finalizzate all’inserimento lavorativo dei disabili;
2) i nominativi dei soggetti da inserire;
3) la descrizione del piano personalizzato di inserimento lavorativo.

Alle convenzioni si applicano, in quanto compatibili, le disposizioni dell’articolo 11, comma 7 della legge 68/99 che recita: “le convenzioni di integrazione lavorativa devono:
a) indicare dettagliatamente le mansioni attribuite al lavoratore disabile e le modalità del loro svolgimento;
b) prevedere le forme di sostegno, di consulenza e di tutoraggio da parte degli appositi servizi regionali o dei centri di orientamento professionale e degli organismi di cui all’articolo 18 della legge 5 febbraio 1992, n. 104, al fine di favorire l’adattamento al lavoro del disabile;
c) prevedere verifiche periodiche sull’andamento del percorso formativo inerente la convenzione di integrazione lavorativa, da parte degli enti pubblici incaricati delle attività di sorveglianza e controllo”.

Detenuti disabili
Gli uffici competenti possono stipulare con i datori di lavoro privati soggetti all’obbligo di assunzione e le cooperative sociali di tipo B, apposite convenzioni finalizzate all’inserimento lavorativo temporaneo dei detenuti disabili.

Riferimenti legislativi:

– Legge 24 dicembre 2007 n. 247 “Norme di attuazione del Protocollo del 23 luglio 2007 su previdenza, lavoro e competitività per favorire l’equità e la crescita sostenibili, nonchè ulteriori norme in materia di lavoro e previdenza sociale”

– Legge n. 68 del 12 marzo 1999, pubblicata nella G.U. 23 marzo 1999 “Norme per il diritto al lavoro dei disabili” art. 12

– Legge 381 del 8 novembre 1991, pubblicata in G. U. il 3 dicembre 1991, n° 283 “Disciplina delle cooperative sociali” art. 1, comma 1, lettera b

– Decreto Legislativo 24 marzo 2006, n. 155

Disciplina dell’impresa sociale, a norma della legge 13 giugno 2005, n. 118.

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